Trivento
Origine e storia:

La città è di origine sannitica, nonostante la sua popolazione fosse stata decimata dalle guerre sannitiche, ma che fu ripopolata, come riferisce il Mommsen, con lo stanziamento di una colonia militare della tribù Voltinia.
Il nome più antico in lingua osca è “Trebintm”, i sanniti che non avevano tutte le vocali, penso che lo pronunciassero così “Trebintm”. In seguito, viene ricordato dal Frontino, Trebentum. Ma nell’antichità fu anche detta Tregentum e Terebenta e i cittadini Treventinates, detti da Plinio.
In un sotterraneo della Cattedrale , nel sec XVII, fu rinvenuta una lapide con iscrizione: Augusto Terventi dalla quale si dovrebbe desumere che il nome del luogo fosse Terventi, divenendo poi per metastasi Trivento , attuale.

Nel periodo basso medioevaleTrivento fece parte del ducato di Benevento e, quando fu diviso in contee, fu assegnato alla Contea di Molise e fu soggetta ai Conti di Molise, in epoca normanna.
Nel 1268 Carlo I d’Angiò concesse Trivento in feudo ad Ansaldo de Lavanderia, uno dei tanti cadetti giunti al seguito dell’imperatore.
Nel 1411 titolare è Francesco d’Evoli, il quale diede in dote Trivento alla figlia Medea che andò sposa a Giacomo Caldora, che divenne signore di Trivento.
La Contea di Trivento con diploma del 1465 fu data in feudo a Luigi Galzerano de Requesens, venuto nel regno quale Capitano Generale della Flotta.

Trivento è sede di antichissima diocesi, ha tre parrocchie intitolate ai SS. Nazario, Celso e Vittore; una seconda a S. Croce; la terza a S. Giuseppe Artigiano, quest’ultima in contrada Codacchi. Le chiese sono:
SS. Nazario, Celso e Vittore, è Cattedrale di antichissime origini, che la tradizione vuole fondata su un antico tempio dedicato al culto di Diana, ai primi secoli del cristianesimo. Divisa in tre navate lunga m 34 larghe m 13 ed alte m 10. Restaurata più volte; all’interno ha un bellissimo altare maggiore in stile barocco e. di notevole pregio sono la Sacra Famiglia in terracotta della scultrice Amalia Dupré e l'organo settecentesco con raffigurati dei putti che suonano i vari strumenti; una scultura lignea di Madonna in trono opera di ignoto del XIII sec.; sono tuttavia presenti affreschi del XIII sec ed altre sculture
Di grandissimo interesse è la Cripta di S. Celso, situata a qualche metro di profondità sotto il transetto e divisa in sette navatelle con pilastri e capitelli di sostegno , variamente decorati

.




S. Croce, edificata nel XIV sec Restaurata nel 1889 ad opera del Rev can. Don Lorenzo Porfirio, dopo anni di abbandono, oggi è chiesa parrocchiale e sede della Confraternita omonima.
S Chiara; di proprietà privata della famiglia Scarano.
S. Antonio, annessa al Convento dei PP. Cappuccini Nel 1868 fu ceduta al demanio.
S Maria a Maiella, a circa tre chilometri, nella omonima contrada, faceva parte dell’antico Convento dei Padri Celestini nel XIV secolo. La chiesa è meta di un pellegrinaggio e di una festa popolare che si celebra l’8 settenbre.
S. Giuseppe Artigiano, chiesa parrocchiale in contrada Codacchi, Iniziata nel 1973, la costruzione è stata ultimata nel 1980, a forma esagonale, in stile moderno, con campanile a pianta triangolare.
All’interno una statua del Santo titolare.

Tra le prime cose da vedere, la scalinata di San Nicola che ha un gradino per ogni giorno dell'anno, ovvero 365, che conducono alla parte alta del paese, chiamata Piano.
Scalino dopo scalino si arriva davanti alla Chiesa di San Nicola, davanti alla quale si può ammirare una bella statua marmorea del Cuore Immacolato di Maria.

Al 150° scalino ci si può fermare su Largo di Porta Maggiore, dove la visuale spazia sulla Trivento moderna.

Al 234° scalino si apre invece la grande piazza che ospita la Cattedrale, il Campanile, la chiesa della SS Trinità e la Curia.

La Cattedrale è l’altro simbolo cittadino, eretta su una preesistente basilica dedicata a San Casto, primo vescovo di Trivento.
Ha subito nei secoli vari restauri ma custodisce tutt’ora preziosi tesori artistici tra cui la Cripta, situata a qualche metro di profondità sotto il transetto e il presbiterio, che segna il passaggio dal Tempio pagano, dedicato a Diana.

Il Palazzo vescovile è ricchissimo di storia e di reperti artistici ed architettonici, nei cui pressi sorge il Museo Diocesano, inaugurato nel 2001, che si trova presso la chiesa della SS. Trinità, conservante opere provenienti dalla Cattedrale. Vi sono tre statue lignee trecentesche e una collezione di paramenti sacri del Settecento.
Tutto il centro storico è degno di ammirazione per manufatti in pietra di palazzi pubblici e privati. Nel piano c’è una bellissima fontana.

La gastronomia del posto è ricca di prodotti genuini che vanno dai latticini, ai dolci, ai sottoli, ai prodotti di farro, ai salumi, di cui molto rinomate le soppressate, le carni locali sono prelibate per la ricchezza dei pascoli presenti.
Inoltre il paese offre una vasta varietà di locali di ristorazione di ottima qualità, che hanno in menu piatti tipici del posto e pure pietanze di pesce e di cucina nazionale.
I piatti locali:pallotte, polpette di cacio e uova con salsiccia cotte al sugo o in brodo; cippillati, dolce di pasta frolla, squisito quello ripieno di amarena; sfringiuni, pasta di pane fritta e condita con zucchero; hiadune, fiadoni, specie di panzerotti ripieni di un impasto di uova formaggio; pigna di mandorle; scattone, consommé con pasta lessata e condita con acqua della pasta e vino rosso, robusto, con, a piacere, spruzzata di pepe o peperoncino (vero toccasana contro raffreddore ed influenza, usato dalle popolazioni montane); zuppa di farro; zeppettone, zuppettone di carne d’agnello (corata e interiora) , maiale, vitello, olio di oliva ed aromi vari.
Inoltre a confine con il suo territorio, a pochissimi chilometri, a valle presso il fiume Trigno è visitabile l’Abbazia benedettina di Santa Maria di Canneto, vero capolavoro dell’arte medioevale.
VIDEO
https://www.youtube.com/
watch?v=62INXPDFKN4
Origine e storia:

La città è di origine sannitica, nonostante la sua popolazione fosse stata decimata dalle guerre sannitiche, ma che fu ripopolata, come riferisce il Mommsen, con lo stanziamento di una colonia militare della tribù Voltinia.
Il nome più antico in lingua osca è “Trebintm”, i sanniti che non avevano tutte le vocali, penso che lo pronunciassero così “Trebintm”. In seguito, viene ricordato dal Frontino, Trebentum. Ma nell’antichità fu anche detta Tregentum e Terebenta e i cittadini Treventinates, detti da Plinio.
In un sotterraneo della Cattedrale , nel sec XVII, fu rinvenuta una lapide con iscrizione: Augusto Terventi dalla quale si dovrebbe desumere che il nome del luogo fosse Terventi, divenendo poi per metastasi Trivento , attuale.

Nel periodo basso medioevaleTrivento fece parte del ducato di Benevento e, quando fu diviso in contee, fu assegnato alla Contea di Molise e fu soggetta ai Conti di Molise, in epoca normanna.
Nel 1268 Carlo I d’Angiò concesse Trivento in feudo ad Ansaldo de Lavanderia, uno dei tanti cadetti giunti al seguito dell’imperatore.
Nel 1411 titolare è Francesco d’Evoli, il quale diede in dote Trivento alla figlia Medea che andò sposa a Giacomo Caldora, che divenne signore di Trivento.
La Contea di Trivento con diploma del 1465 fu data in feudo a Luigi Galzerano de Requesens, venuto nel regno quale Capitano Generale della Flotta.

Trivento è sede di antichissima diocesi, ha tre parrocchie intitolate ai SS. Nazario, Celso e Vittore; una seconda a S. Croce; la terza a S. Giuseppe Artigiano, quest’ultima in contrada Codacchi. Le chiese sono:
SS. Nazario, Celso e Vittore, è Cattedrale di antichissime origini, che la tradizione vuole fondata su un antico tempio dedicato al culto di Diana, ai primi secoli del cristianesimo. Divisa in tre navate lunga m 34 larghe m 13 ed alte m 10. Restaurata più volte; all’interno ha un bellissimo altare maggiore in stile barocco e. di notevole pregio sono la Sacra Famiglia in terracotta della scultrice Amalia Dupré e l'organo settecentesco con raffigurati dei putti che suonano i vari strumenti; una scultura lignea di Madonna in trono opera di ignoto del XIII sec.; sono tuttavia presenti affreschi del XIII sec ed altre sculture
Di grandissimo interesse è la Cripta di S. Celso, situata a qualche metro di profondità sotto il transetto e divisa in sette navatelle con pilastri e capitelli di sostegno , variamente decorati

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S. Croce, edificata nel XIV sec Restaurata nel 1889 ad opera del Rev can. Don Lorenzo Porfirio, dopo anni di abbandono, oggi è chiesa parrocchiale e sede della Confraternita omonima.
S Chiara; di proprietà privata della famiglia Scarano.
S. Antonio, annessa al Convento dei PP. Cappuccini Nel 1868 fu ceduta al demanio.
S Maria a Maiella, a circa tre chilometri, nella omonima contrada, faceva parte dell’antico Convento dei Padri Celestini nel XIV secolo. La chiesa è meta di un pellegrinaggio e di una festa popolare che si celebra l’8 settenbre.
S. Giuseppe Artigiano, chiesa parrocchiale in contrada Codacchi, Iniziata nel 1973, la costruzione è stata ultimata nel 1980, a forma esagonale, in stile moderno, con campanile a pianta triangolare.
All’interno una statua del Santo titolare.

Tra le prime cose da vedere, la scalinata di San Nicola che ha un gradino per ogni giorno dell'anno, ovvero 365, che conducono alla parte alta del paese, chiamata Piano.
Scalino dopo scalino si arriva davanti alla Chiesa di San Nicola, davanti alla quale si può ammirare una bella statua marmorea del Cuore Immacolato di Maria.

Al 150° scalino ci si può fermare su Largo di Porta Maggiore, dove la visuale spazia sulla Trivento moderna.

Al 234° scalino si apre invece la grande piazza che ospita la Cattedrale, il Campanile, la chiesa della SS Trinità e la Curia.

La Cattedrale è l’altro simbolo cittadino, eretta su una preesistente basilica dedicata a San Casto, primo vescovo di Trivento.
Ha subito nei secoli vari restauri ma custodisce tutt’ora preziosi tesori artistici tra cui la Cripta, situata a qualche metro di profondità sotto il transetto e il presbiterio, che segna il passaggio dal Tempio pagano, dedicato a Diana.

Il Palazzo vescovile è ricchissimo di storia e di reperti artistici ed architettonici, nei cui pressi sorge il Museo Diocesano, inaugurato nel 2001, che si trova presso la chiesa della SS. Trinità, conservante opere provenienti dalla Cattedrale. Vi sono tre statue lignee trecentesche e una collezione di paramenti sacri del Settecento.
Tutto il centro storico è degno di ammirazione per manufatti in pietra di palazzi pubblici e privati. Nel piano c’è una bellissima fontana.

La gastronomia del posto è ricca di prodotti genuini che vanno dai latticini, ai dolci, ai sottoli, ai prodotti di farro, ai salumi, di cui molto rinomate le soppressate, le carni locali sono prelibate per la ricchezza dei pascoli presenti.
Inoltre il paese offre una vasta varietà di locali di ristorazione di ottima qualità, che hanno in menu piatti tipici del posto e pure pietanze di pesce e di cucina nazionale.
I piatti locali:pallotte, polpette di cacio e uova con salsiccia cotte al sugo o in brodo; cippillati, dolce di pasta frolla, squisito quello ripieno di amarena; sfringiuni, pasta di pane fritta e condita con zucchero; hiadune, fiadoni, specie di panzerotti ripieni di un impasto di uova formaggio; pigna di mandorle; scattone, consommé con pasta lessata e condita con acqua della pasta e vino rosso, robusto, con, a piacere, spruzzata di pepe o peperoncino (vero toccasana contro raffreddore ed influenza, usato dalle popolazioni montane); zuppa di farro; zeppettone, zuppettone di carne d’agnello (corata e interiora) , maiale, vitello, olio di oliva ed aromi vari.
Inoltre a confine con il suo territorio, a pochissimi chilometri, a valle presso il fiume Trigno è visitabile l’Abbazia benedettina di Santa Maria di Canneto, vero capolavoro dell’arte medioevale.
VIDEO
https://www.youtube.com/
watch?v=62INXPDFKN4




