Tufara è un paese della valle del Fortore a confine con la Campania che cela al suo interno notevoli meraviglie; prime tra tutte il castello e la tradizione del Diavolo, tipica del periodo di Carnevale

Le origini probabilmente non risalgono a prima del X secolo, con il nome che deriva direttamente dalla roccia tufacea sulla quale sorge e attorno alla quale si è sviluppata. Uno dei nomi del passato lo ritroviamo nei registri angioini, quando era chiamato Tophària. Fu territorio di grande importanza e, a testimonianza di ciò, ci sono le 158 monete d’argento rinvenute negli anni ’80. A seguito di un’alluvione verificatasi nel 2003, sono emersi dal fiume Fortore i resti di un ponte romano.
Intorno all’anno mille il luogo era già abitato e aveva già un signore: Ugone Marchisio, documentato come signore di Lupara e del vicino Castelbottaccio. È a quell’epoca che risale la struttura originaria del castello che ancora sovrasta il paese. Da allora il borgo ha cambiato faccia più volte — la chiesa madre ha aggiunto navate nel 1734, poi ancora nel 1853 — ma l’impianto collinare con il castello in cima e le chiese disseminate tra i vicoli è rimasto quello di sempre.
Al centro dell’abitato, in posizione rialzata, si erge il castello longobardo, monumento principale del paese

Il Castello medievale di Tufara è una storica fortificazione che domina la parte alta del paese.

Nel corso dei secoli, il castello passò sotto il controllo di varie famiglie nobili, tra cui i di Capua, i Pignone e i Caracciolo.
Il castello è in corso di lavori di ristrutturazione che saranno ultimati entro la fine dell'anno.

L’origine del paese, che oggi conta appena poco più di cinquecento abitanti, è d’epoca medioevale, quando era governato da una dinastia feudale che assunse proprio il nome del paese, cioè Luparia. Situato in una posizione collinare, il territorio attorno a Lupara è particolarmente fertile e ne favorisce l’agricoltura, con colture cerealicole, in particolare grano, orzo e avena.
Il centro storico del borgo è di origine medievale e conserva ancora, in parte, la caratteristica costruzione delle case addossate al castello e alla chiesa.
Il borgo mediovale




Murales nel borgo



Di interesse sono poi le chiese, principalmente quella di San Pietro e Paolo, risalente al XII secolo
Notevole è la Cappella dedicata alla Madonna del Carmine, consacrata nel 1720 e che sorge ai piedi del castello
Chiesa di Santa Maria Assunta

Situata in Via del Tempio (che prende nome certamente dalla presenza di antichi insediamenti religiosi antecedenti all'attuale struttura), nella parte alta del paese insieme ai resti dell'antico castello. Di datazione incerta, sappiamo che la sua consacrazione è avvenuta il 20 maggio 1694 grazie a una lapide collocata all'ingresso dell'edificio. Grazie a documenti sappiamo che la chiesa aveva un'unica navata fino al 1734, anno in cui vennero aggiunte le due navate laterali, completate nel 1853.
Vi si accede tramite una doppia scalinata che termina con una balaustra. La struttura è completamente costruita in pietra e presenta in facciata tre portali, corrispondenti alle tre navate. Nella navata di sinistra ci sono tre altari decorati, dedicati all'Addolorata, Le Anime del Purgatorio e Sant'Antonio, attualmente in fase di restauro, sui quali vi sono alcune scritte indecifrabili probabilmente di fine ‘600. Nella stessa navata è collocato un antico fonte battesimale del 1544, che presenta la rappresentazione simbolica dei sacramenti. Nella navata di destra ci sono due altari dedicati a San Giuseppe e Santa Filomena. La parte presbiterale è leggermente rialzata rispetto all’aula della chiesa e proprio qui è stato possibile rinvenire tracce di un'antica colonna, nascosta sotto un pilastro, che faceva parte della struttura originaria della chiesa. La copertura della chiesa è a botte, invece nella zona presbiteriale è a crociera. Nella parte posteriore della chiesa è collocato il campanile, che faceva parte dell’antico castello, attualmente ridotto in ruderi. Ad oggi la chiesa è inagibile a causa del terremoto del Molise del 2002.
Chiesa di San Nicola
Ristrutturata dopo il terremoto del 2002, la chiesa è ubicata nella piazza principale del paese. Attualmente è diventata una cappella anche se un tempo era la prima chiesa del paese. È la sede della Congrega del SS. Rosario. Il Masciotta, nei suoi scritti, ritiene che essa sia addirittura antecedente alla chiesa madre, avendo subito numerose modifiche nel corso della storia.

Antico mulino ad acqua
Il mulino (in dialetto locale ù m'l'niell') è sito a ridosso dell'area naturalistica denominata "Vallone" ed è in fase di ristrutturazione l'antico ponte che attraversa il vallone e anche il ripristino delle vasche di accumulo, che ne permettevano il funzionamento.

Tutto il territorio circostante è ricco di natura con, a farla da padrone, il Bosco Pianelle, in cui si gode anche di un notevole panorama

Vi sono, poi, i siti archeologici, tra cui quello dove furono rinvenute le monete e il ponte romano

Il Ponte Romano di Tufara è un importante sito archeologico situato nella valle del Fortore, in località Pesco del Ponte, Comune di Tufara. Questo ponte, emerso a seguito di un'alluvione nel 2003, è composto da grandi conci in pietra calcarea e presenta una tecnica di lavorazione a bugnato, tipica dei ponti romani tardo-repubblicani (II-I secolo a.C.). La struttura è stata costruita per supportare una teoria suggerente la presenza di una strada che attraversava l'alveo del Fortore all'epoca repubblicana.



La più famosa tradizione è certamente quella che si svolge l’ultimo giorno di Carnevale, con l’antica maschera del Diavolo. Il diavolo indossa sette pelli di capra che, secondo i riti pagani precristiani, era l’animale in cui era solita manifestarsi la divinità e impugna un tridente.

Tra i vicoli del paese si palesa tra corse, salti, danze e acrobazie sfrenate, trattenute solamente dai folletti che lo tengono attraverso catene.
Tufara
Video
https://www.youtube.com/watch?v=JzFa9cT03JY
https://www.youtube.com/watch?v=53gB9dAWIwk

Le origini probabilmente non risalgono a prima del X secolo, con il nome che deriva direttamente dalla roccia tufacea sulla quale sorge e attorno alla quale si è sviluppata. Uno dei nomi del passato lo ritroviamo nei registri angioini, quando era chiamato Tophària. Fu territorio di grande importanza e, a testimonianza di ciò, ci sono le 158 monete d’argento rinvenute negli anni ’80. A seguito di un’alluvione verificatasi nel 2003, sono emersi dal fiume Fortore i resti di un ponte romano.
Intorno all’anno mille il luogo era già abitato e aveva già un signore: Ugone Marchisio, documentato come signore di Lupara e del vicino Castelbottaccio. È a quell’epoca che risale la struttura originaria del castello che ancora sovrasta il paese. Da allora il borgo ha cambiato faccia più volte — la chiesa madre ha aggiunto navate nel 1734, poi ancora nel 1853 — ma l’impianto collinare con il castello in cima e le chiese disseminate tra i vicoli è rimasto quello di sempre.
Al centro dell’abitato, in posizione rialzata, si erge il castello longobardo, monumento principale del paese

Il Castello medievale di Tufara è una storica fortificazione che domina la parte alta del paese.

Nel corso dei secoli, il castello passò sotto il controllo di varie famiglie nobili, tra cui i di Capua, i Pignone e i Caracciolo.
Il castello è in corso di lavori di ristrutturazione che saranno ultimati entro la fine dell'anno.

L’origine del paese, che oggi conta appena poco più di cinquecento abitanti, è d’epoca medioevale, quando era governato da una dinastia feudale che assunse proprio il nome del paese, cioè Luparia. Situato in una posizione collinare, il territorio attorno a Lupara è particolarmente fertile e ne favorisce l’agricoltura, con colture cerealicole, in particolare grano, orzo e avena.
Il centro storico del borgo è di origine medievale e conserva ancora, in parte, la caratteristica costruzione delle case addossate al castello e alla chiesa.
Il borgo mediovale




Murales nel borgo



Di interesse sono poi le chiese, principalmente quella di San Pietro e Paolo, risalente al XII secolo
Notevole è la Cappella dedicata alla Madonna del Carmine, consacrata nel 1720 e che sorge ai piedi del castello
Chiesa di Santa Maria Assunta

Situata in Via del Tempio (che prende nome certamente dalla presenza di antichi insediamenti religiosi antecedenti all'attuale struttura), nella parte alta del paese insieme ai resti dell'antico castello. Di datazione incerta, sappiamo che la sua consacrazione è avvenuta il 20 maggio 1694 grazie a una lapide collocata all'ingresso dell'edificio. Grazie a documenti sappiamo che la chiesa aveva un'unica navata fino al 1734, anno in cui vennero aggiunte le due navate laterali, completate nel 1853.
Vi si accede tramite una doppia scalinata che termina con una balaustra. La struttura è completamente costruita in pietra e presenta in facciata tre portali, corrispondenti alle tre navate. Nella navata di sinistra ci sono tre altari decorati, dedicati all'Addolorata, Le Anime del Purgatorio e Sant'Antonio, attualmente in fase di restauro, sui quali vi sono alcune scritte indecifrabili probabilmente di fine ‘600. Nella stessa navata è collocato un antico fonte battesimale del 1544, che presenta la rappresentazione simbolica dei sacramenti. Nella navata di destra ci sono due altari dedicati a San Giuseppe e Santa Filomena. La parte presbiterale è leggermente rialzata rispetto all’aula della chiesa e proprio qui è stato possibile rinvenire tracce di un'antica colonna, nascosta sotto un pilastro, che faceva parte della struttura originaria della chiesa. La copertura della chiesa è a botte, invece nella zona presbiteriale è a crociera. Nella parte posteriore della chiesa è collocato il campanile, che faceva parte dell’antico castello, attualmente ridotto in ruderi. Ad oggi la chiesa è inagibile a causa del terremoto del Molise del 2002.
Chiesa di San Nicola
Ristrutturata dopo il terremoto del 2002, la chiesa è ubicata nella piazza principale del paese. Attualmente è diventata una cappella anche se un tempo era la prima chiesa del paese. È la sede della Congrega del SS. Rosario. Il Masciotta, nei suoi scritti, ritiene che essa sia addirittura antecedente alla chiesa madre, avendo subito numerose modifiche nel corso della storia.

Antico mulino ad acqua
Il mulino (in dialetto locale ù m'l'niell') è sito a ridosso dell'area naturalistica denominata "Vallone" ed è in fase di ristrutturazione l'antico ponte che attraversa il vallone e anche il ripristino delle vasche di accumulo, che ne permettevano il funzionamento.

Tutto il territorio circostante è ricco di natura con, a farla da padrone, il Bosco Pianelle, in cui si gode anche di un notevole panorama

Vi sono, poi, i siti archeologici, tra cui quello dove furono rinvenute le monete e il ponte romano

Il Ponte Romano di Tufara è un importante sito archeologico situato nella valle del Fortore, in località Pesco del Ponte, Comune di Tufara. Questo ponte, emerso a seguito di un'alluvione nel 2003, è composto da grandi conci in pietra calcarea e presenta una tecnica di lavorazione a bugnato, tipica dei ponti romani tardo-repubblicani (II-I secolo a.C.). La struttura è stata costruita per supportare una teoria suggerente la presenza di una strada che attraversava l'alveo del Fortore all'epoca repubblicana.



La più famosa tradizione è certamente quella che si svolge l’ultimo giorno di Carnevale, con l’antica maschera del Diavolo. Il diavolo indossa sette pelli di capra che, secondo i riti pagani precristiani, era l’animale in cui era solita manifestarsi la divinità e impugna un tridente.

Tra i vicoli del paese si palesa tra corse, salti, danze e acrobazie sfrenate, trattenute solamente dai folletti che lo tengono attraverso catene.
Tufara
Video
https://www.youtube.com/watch?v=JzFa9cT03JY
https://www.youtube.com/watch?v=53gB9dAWIwk




