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Chi erano i Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Chi volesse approfondire tutta la storia dei Sanniti nei minimi dettagli, consigliamo due testi. Uno è "Il Sannio e i sannitidi Edward Togo Salmon, un testo ottimo, forse un po' datato relativamente a certe specifiche (1999) (leggi sintesi), ma una pietra miliare: non si può trattare del Sannio e dei Sanniti senza aver letto Salmon. Le riflessioni dell'illustre studioso e archeologo britannico rappresentano un invito a riconsiderare il ruolo dei Sanniti nella storia, esaminando non solo la loro interazione con Roma, ma anche la loro cultura, le loro istituzioni e la loro resilienza. Il suo approccio all'argomento, data la rilevanza dei suoi studi sull'antica storia di Roma, potrebbe fornire una visione più equilibrata della storia dell'Italia antica e del processo di formazione dell'Impero Romano. Le sue autorevoli riflessioni  sollevano questioni importanti riguardo alla sottovalutazione storica dei Sanniti, un popolo che, nonostante il ruolo cruciale giocato nella storia dell'espansione romana, non ha ricevuto l'attenzione che meriterebbe come soggetto di studio indipendente. Di tutti i popoli e le tribù con cui i Romani si trovarono a combattere per la supremazia in Italia, nessuno fu più minaccioso dei Sanniti. Forti e valorosi, possedevano un territorio più ampio e un temperamento più risoluto di qualsiasi altra popolazione della penisola. Abbastanza numerosi e coraggiosi da rifiutare di sottomettersi a Roma, le opposero una resistenza militare e politica delle più strenue. Anche la loro influenza sui Romani fu, per un lungo e cruciale periodo, costante, immediata, inevitabile: si potrebbe dire che essi li incitarono e li spronarono sulla strada dell'impero.
Oltre al succitato libro di Salmon, è meritevole di attenzione un altro testo  "I sanniti" del professor Gianluca Tagliamonte, un archeologo italiano di eccellenza ed esperto di storia militare.

Le origini dei Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
si perdono in un periodo arcaico compreso tra l'VIII e il VII secolo a.C., quando popolazioni nomadi di guerrieri e pastori migrano dalle regioni centrali dell'Italia verso sud, insediandosi sugli Appennini. Il loro viaggio segue le orme di un toro consacrato al dio Marte, che li guida verso nuove terre alla ricerca di campi e pascoli lussureggianti. Questo mito fondativo, il Ver Sacrum, si conclude con la fondazione della capitale e della nazione che prende il nome dal totem, Bovianum. Inizia così la storia dei Sanniti.

La società sannita  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
I Sanniti erano organizzati in comunità rurali, con caratteristiche servili e feudali dei contadini e soprattutto pastori verso i nobili proprietari di fondi, in genere un militare di grado elevato
 
Come i Romani descrivevano i Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Molti scrittori latini hanno celebrato i Sanniti come un popolo virtuoso e indipendente, capace di eccellere tanto in guerra quanto in pace, e di mantenere una struttura sociale e politica basata sulla meritocrazia, il rispetto delle leggi e la difesa della propria autonomia. Le numerose testimonianze storiche conferiscono una grande dignità ai Sanniti, dipingendoli come uno dei popoli più nobili e rispettabili dell'Italia antica.

Organizzazione militare: cosa i romani appresero dai Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
I Romani riconobbero che la conformazione dell'esercito sannita era molto superiore ed efficace, imparando ad assimilarne le tattiche. Polibio ci dice testualmente che i Romani, più di chiunque altro, erano capaci di apprendere dai nemici e capire quando dovevano aggiornare la loro organizzazione militare.

Segnali di fuoco e fumo per comunicare a distanza  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
I Sanniti avevano un sistema ingegnoso per comunicare a distanza tra le varie comunità distribuite in un territorio montuoso e difficile: utilizzavano segnali di fuoco e fumo dalle alture.
 
La religione dei Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
La religione costituiva il cuore del popolo sannita che attingeva a culti della tradizione sabina e indoeuropea. Nella sua visione, il  mondo era abitato da divinità che personificavano la salute, la vittoria, la fortuna. 

Il sistema economico dei Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Il sistema economico dei Sanniti era prevalentemente basato su agricoltura, pastorizia e commercio locale, tipico di una società italica montana e pre-romana. L’economia era legata alla produzione di cibo e beni di prima necessità, che venivano utilizzati sia per il sostentamento della popolazione locale che per il commercio con altre comunità.
  
Il “Touto”
Costituiva l’unità politica amministrativa sannita (il Governo). Ogni touto era una specie di repubblica, soggetta pertanto alle elezioni. Le aristocrazie locali avevano però in mano le cariche pubbliche. La carica principale era quella del Meddix, termine osco per il latino magistratus. 
 
La Verehia  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Era un'importante istituzione sannitica, con funzioni sia governative che militari. Costituiva l'organizzazione per la gioventù “i Guardiani della Porta” e serviva a formare i giovani sanniti alla vita militare.
 
Pompei è stata una città sannita ( (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Prima di essere conquistata dai Romani, Pompei era stata conquistata e abitata dai Sanniti. Anche Capua, Ercolano e Napoli, situate nella Campania e di origine greca, subirono una forte influenza dei Sanniti durante il IV secolo a.C.
 
La Tavola osca (Tabula agnonensis)  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
La Tabula Agnonensis, più nota come Tavola Osca o Tavola degli Dei, è una lastra di bronzo risalente al III secolo a.C. in lingua osca, rinvenuta a Capracotta. Fu scoperta nel 1848 in località Fonte del Romito, al confine con il comune di Agnone, da un contadino durante l’aratura. Nel 1873, la tavola fu venduta al British Museum di Londra,dove è tuttora custodita.
  
"Ver Sacrum": la Primavera Sacra dei Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
il Ver Sacrum, tradotto come “primavera sacra“, rappresenta la nascita della popolazione sannita e l’inizio della loro storia ed è una delle tradizioni più antiche e significative. Questo schema appare replicato nelle altre leggende relative all’origine delle varie popolazioni italiche. In ognuna di esse infatti compare la storia di un gruppo di giovani che abbandona la propria comunità d’origine al seguito di un animale totemico. 
  
Organizzazione del territorio  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
l territorio dei Sanniti/Pentri si caratterizza ancora oggi per la presenza dei centri fortificati (o, recinti) costruiti sulla sommità delle colline e delle montagne soprattutto con lo scopo di controllare e difendere gli insediamenti di pianura, le vie di comunicazioni, nonché di comunicare rapidamente tra loro con i raggi riflessi del sole, con il fumo e con il fuoco durante la notte.
 
I centri urbani nel Sannio:  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Quella sannita era una società in cui la vita comunitaria si svolgeva principalmente in piccoli villaggi o casali piuttosto che in veri e propri centri urbani. La geografia montuosa del Sannio, pur conferendo una certa difendibilità, non ha favorito lo sviluppo di grandi centri urbani paragonabili.

Costumi e abitudini dei Sanniti:  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Caratteristiche sociali, politiche e religiose che contraddistinguevano i Sanniti.

Cosa mangiavano i sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Gli antichi Sanniti, basavano la loro alimentazione sui prodotti offerti dalla terra e dalla pastorizia, seguendo uno stile di vita semplice ma nutriente. I Sanniti erano principalmente pastori e anche agricoltori e coltivavano: Cereali e derivati, Farro, grano e orzo, Puls (una sorta di polenta di farro o farina di cereali), Latte e formaggi, Latte e formaggi freschi Carne e cacciagione, Carne di maiale, Agnello e capretto, Verdure, legumi e frutta, Fave, lenticchie, ceci e piselli, Cavoli, rape, cipolle, asparagi selvatici, finocchi e carote, Frutta: Vino e bevande, Producevano vino da viti autoctone, spesso diluito con acqua, Consumavano infusi a base di erbe selvatiche, Olio e condimenti, Insaporivano i piatti con erbe aromatiche come rosmarino, alloro, timo e origano, Dolci naturali, Usavano miele per dolcificare focacce e preparare semplici dolci.
Gli antichi Sanniti seguivano quindi una dieta semplice, genuina e legata alla stagionalità, ricca di energia per affrontare le dure fatiche della vita da guerrieri, pastori e agricoltori. Se vuoi, posso suggerirti qualche ricetta ispirata alla cucina sannitica! 

Cosa bevevano i sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
La bevanda principale dei Sanniti era l'acqua mulsa o idromele, una bevanda fermentata a base di miele, acqua e frutta come mele, pere, lamponi e sambuco.
I Sanniti bevevano anche il vino. La produzione di vino nella regione del Sannio risale a più di 2.500 anni fa. I Sanniti fornivano agli antichi Romani alcuni dei vini più pregiati per l'epoca. La coltivazione della vite era diffusa nel Sannio, e i vigneti delineavano il profilo del paesaggio. Però Sanniti bevevano anche il vino proveniente dalla Sardegna che veniva utilizzato per cerimonie e feste particolari.
È probabile che nel Sannio sia nato il primo vino "appassito", da uve poste ad asciugare nei forni, 750 anni prima dell'Amarone o del Recioto. Il vino veniva consumato sia come succo d'uva che, in seguito alla fermentazione, come vino vero e proprio. L'abitudine al banchetto era diffusa tra le classi superiori, seguendo l'usanza greca.

Le pratiche funerarie dei Sanniti:  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Le pratiche funerarie degli antichi Sanniti includevano sia la cremazione che la sepoltura. I defunti venivano spesso accompagnati da corredi funerari significativi, che riflettevano il loro status sociale. 

Usanze matrimoniali dei Sanniti:  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Secondo le fonti antiche, la popolazione sannita praticava la monogamia e, probabilmente, l’endogamia fino ai tempi della guerra sociale.

Il ruolo delle donne nella società sannita  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Le donne Sannite non avevano un ruolo attivo nella vita politica come gli uomini. Sebbene fossero considerate figure importanti nella gestione domestica e nell'educazione dei figli, non partecipavano formalmente alla politica o alle decisioni pubbliche, però alla pari dei doveri che erano tenute ad osservare avevano anche importanti diritti che ne gratificavano la posizione; le donne sposate tra i Sanniti avevano alcuni diritti giuridici che evidenziano l'importanza delle donne nella struttura sociale e familiare sannita.

Il ruolo degli schiavi nel Sannio  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Non sembra che la schiavitù vera e propria fosse molto estesa, come dimostrano gli scritti degli autori antichi

I giochi gladiatori dei Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Possibile origine e diffusione dei giochi gladiatori nell'antica Roma, con un particolare focus sul ruolo dei Sanniti e dei Sabelli in questo contesto.

Il nome Italia per la prima volta su una moneta  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Su una moneta d'argento sannita  compariva per la prima volta nella storia il nome ITALIA accanto ad una bellissima testa femminile cinta dell’alloro della vittoria. La Moneta è ora conservata nella Biblioteca Nazionale in Parigi.

Le "Forche caudine"  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
La battaglia delle Forche Caudine rappresenta una delle peggiori sconfitte di Roma, che i Romani non perdoneranno mai ai Sanniti. Per vendicarsi della disfatta e dell'umiliazione subita, giungeranno alla fine alla vittoria e alla completa eliminazione della popolazione sannita.

La "Legio linteata"  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
L'ultima battaglia contro Roma avviene ad Aquilonia, dove i Sanniti schierano, in un tentativo disperato, la temibile "legio linteata". 

Roma sul punto di capitolare definitivamente  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Si dice che Annibale fu sul punto di distruggere Roma. In realtà non è così, perché, come osserva Giovanni Brizzi, massimo esperto mondiale su Annibale, Annibale non avrebbe distrutto Roma; l'avrebbe ridimensionata a una città del Lazio, ma non l'avrebbe rasa al suolo. Invece, nessuno si ricorda di Ponzio Telesino nella battaglia di Porta Collina, che invece voleva sterminare Roma e i Romani. In effetti nella battaglia di Porta Collina, i Sanniti furono sul punto di annientare Roma per sempre.

LA LEGA SANNITICA  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
I Sanniti costituirono la prima confederazione di popoli italici, la Lega sannitica, strettamente correlati agli Osci, popolazione indoeuropea del gruppo osco-umbro.

La grande alleanza dei popoli italici fu condotta dai Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Durante la terza guerra sannitica, i Sanniti decisero di realizzare una grande alleanza con altri popoli italici per ridimensionare i Romani. I Sanniti iniziarono a stipulare trattati con popoli sabellici spingendosi sempre più a nord, arrivando addirittura a farsi promotori di una lega con Etruschi e Galli Senoni.
I Romani si resero conto che tutti i principali popoli italici si erano alleati contro di loro, creando un momento di grande paura a Roma.
L'enorme esercito della coalizione si riunì a Sentino, un'antica città corrispondente all'odierna Sassoferrato, in provincia di Ancona, nelle Marche. A Sentino, la vita stessa di Roma fu messa in grave pericolo.

La guerra sociale e i Sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Durante la guerra sociale i soci italici sollevarsi nel I secolo a.C. contro Roma, richiedendo a gran voce il riconoscimento della cittadinanza. Leggendo Diodoro Siculo, scopriamo che gli insorti costituirono la città di Corfinum come loro capitale, battezzata con il nome di Italia, in contrapposizione a Roma, secondo Strabone. In questa nuova capitale degli insorti viene istituito un Senato federale con rappresentanti di tutti i popoli italici partecipanti alla sedizione. Inoltre, viene deciso che la nuova lega sarà gestita da due consoli eletti annualmente; i primi due consoli eletti sono uno dei Marsi e uno dei Sanniti. 

Silla, sterminatore dei sanniti  (Se ne vuoi sapere di più clicca sulle parole in carattere blu)
Silla, divenuto console nell'anno 87 a.C., dopo una portentosa carriera, affrontò nel Sannio l'esercito federale, comandato da due valorosi capitani, Lamponio e Ponzio. Malgrado che agli inizi della battaglia si profilasse la vittoria dell'esercito della lega italica, Silla ebbe il sopravvento e ordinò l'uccisione di seimila federati, in prevalenza Sanniti.
Si racconta che, avendo i lamenti di tanti infelici destata l'attenzione dei senatori che erano riuniti in assemblea, Silla li abbia esortati a non distrarsi dal loro lavoro, trattandosi di sediziosi puniti !
Così il Sannio definitivamente assoggettato diventò provincia romana, dopo una resistenza di oltre due secoli e mezzo.